è il mio carteggio preferito fra una raccolta di cose simili che ho scritto (e pubblicato su EFP).
spero vi faccia ridere XD
Signora Madre Superiora del Convento,
io voglio scrivere una lettera a voi, che siete una donna magistrale e dall’indubbia fede in Cristo da esserne sua sposa. Voglio confidarvi quel che arde nel petto di un giovane e sperare che la divina luce vi ispiri un consiglio per curare il mio cuore. Ho già fatto parola di questo mio doloroso amore ad un chierico che ha nome frate Lorenzo. Egli prima mi ha consigliato di pensarci bene su, ma io voglio convincerlo a farmi celebrare delle nozze segrete proprio questa notte. Ma lasciate che vi parli, prima, di quel che è la mia più immensa premura: Giulietta Capuleti.
La mia passione per lei è nata da una manciata di ore, eppure, Signora Monaca, io sento che non esiste niente di più forte. Avevo amato, o creduto scioccamente d’amare, prima di lei, un’altra fanciulla. Ed ero pazzo e la mia vista e il mio cuore erano offuscati dall’ossessione che celava la verità: io non l’amavo. Ed è stata Giulietta a farmelo capire. È bastata qualche parola ad una festa proibita per far accendere in noi una tale passione da poterne quasi morire.
Non so, Signora, quanto mi sia lecito parlarle della passione amorosa che in me s’è accesa con tutta la sua prodezza. Eppure ho bisogno dei suoi consigli, sapere che cosa ne pensa una diletta donna di Chiesa di questa situazione, avere la certezza che le nozze immediate siano la giusta soluzione.
Io sento nel mio petto un fuoco che non ha eguali e che potrebbe essere paragonato al Sole stesso, se solo avessi la prodezza di giurarlo. Ma temo che il Sole si offenderebbe se sapesse di essere uguagliato nella sua arsura da un misero sentimento che risiede dentro una persona minuscola, al suo confronto.
Signora buona e saggia, la sua parola sarà per me legge.
La ringrazio infinitamente della sua preziosa e devota attenzione.
io voglio scrivere una lettera a voi, che siete una donna magistrale e dall’indubbia fede in Cristo da esserne sua sposa. Voglio confidarvi quel che arde nel petto di un giovane e sperare che la divina luce vi ispiri un consiglio per curare il mio cuore. Ho già fatto parola di questo mio doloroso amore ad un chierico che ha nome frate Lorenzo. Egli prima mi ha consigliato di pensarci bene su, ma io voglio convincerlo a farmi celebrare delle nozze segrete proprio questa notte. Ma lasciate che vi parli, prima, di quel che è la mia più immensa premura: Giulietta Capuleti.
La mia passione per lei è nata da una manciata di ore, eppure, Signora Monaca, io sento che non esiste niente di più forte. Avevo amato, o creduto scioccamente d’amare, prima di lei, un’altra fanciulla. Ed ero pazzo e la mia vista e il mio cuore erano offuscati dall’ossessione che celava la verità: io non l’amavo. Ed è stata Giulietta a farmelo capire. È bastata qualche parola ad una festa proibita per far accendere in noi una tale passione da poterne quasi morire.
Non so, Signora, quanto mi sia lecito parlarle della passione amorosa che in me s’è accesa con tutta la sua prodezza. Eppure ho bisogno dei suoi consigli, sapere che cosa ne pensa una diletta donna di Chiesa di questa situazione, avere la certezza che le nozze immediate siano la giusta soluzione.
Io sento nel mio petto un fuoco che non ha eguali e che potrebbe essere paragonato al Sole stesso, se solo avessi la prodezza di giurarlo. Ma temo che il Sole si offenderebbe se sapesse di essere uguagliato nella sua arsura da un misero sentimento che risiede dentro una persona minuscola, al suo confronto.
Signora buona e saggia, la sua parola sarà per me legge.
La ringrazio infinitamente della sua preziosa e devota attenzione.
Romeo Montecchi
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Caro Romeo Montecchi,
ammazzatevi entrambi.
Cordialmente,
Suor Gertrude, Madre Superiora